Spese di Riparazione: risarcibili anche oltre il Costo di un Mezzo nuovo

Tribunale di Bologna, sentenza 27 settembre 2019, n. 20.678 est. Iovino. Una differenza esigua (nella specie, € 900) fra riparazione del mezzo incidentato e rottamazione/valore commerciale non giustifica la riduzione del risarcimento perché l’ utilità del veicolo non si esaurisce staticamente nel solo corrispettivo economico del valore di mercato, ma assomma su di sé anche l’ utilità pratica e concreta che da esso può trarre il proprietario, anche in termini di maggior comfort e affezione.

Le spese di assistenza stragiudiziale sostenute dal danneggiato possono essere riconosciute qualora l’ operato del difensore sia stato utile, dapprima, nel gestire correttamente, sotto il profilo tecnico, l’ istruzione della posizione risarcitoria e, in seguito, ad illustrare le ragioni del danneggiato (anche se accolte solo in sede giudiziale).

Scarica la sentenza: Tribunale di Bologna, Iovino, 20.678/19

Costo Orario di Riparazione, Onorari Stragiudiziali e Giudiziali

Tribunale di Bologna, sentenza 19 ottobre 2017 n. 17.673, est. Dott.ssa Anna Maria Drudi. L’ art. 145 C.d.A. subordina la proponibilità della domanda giudiziale al rispetto degli oneri richiesti dall’ art. 148 C.d.A. In questi oneri non è ricompresa la trasmissione della constatazione amichevole, che ha l’ unica finalità di accorciare i tempi di liquidazione dati all’ assicuratore. In ordine alla riparazione del danno all’ autoveicolo, il parametro che può assumersi al fine di verificare la sua congruità è il tariffario depositato presso la Camera di Commercio dalle Associazioni Artigiane maggiormente rappresentative. Quanto alla spesa per il noleggio di un mezzo sostitutivo per il tempo necessario alla riparazione del veicolo, tale spesa va provata tramite fattura: ove sia soddisfatta tale prova essa deve essere risarcita. Lo stesso dicasi della spesa sostenuta per l’ assistenza stragiudiziale ricevuta dal danneggiato, da riconoscersi in via presuntiva tenuto anche conto che (nel caso di specie) non si versava in una procedura di “risarcimento diretto” e la spesa in questione era modesta (€ 420,00 su una sorte capitale di € 3839,00). Scarica la sentenza: Drudi

Gidice di Pace di Bologna, sentenza 5 ottobre 2017, n. 2.953, est. Avv. Federica Poli Camagni. Ove, in tema di RC auto, successivamente alla notifica di atto di citazione in giudizio, ma prima della prima udienza, la compagnia assicuratrice convenuta provveda all’ invio di un assegno integralmente satisfattivo della sorte capitale, ma non delle spese difensive, le stesse devono essere liquidate dal giudice (il riferimento è a Cass. Civ. Ordinanza 6422/17). Scarica la sentenza: Poli Camagni

Riconoscimento Onorari Stragiudiziali Con Nota Pro Forma

Riceviamo dai colleghi Avv. Giancarlo Armenia ed  Avv. Giorgio Bacchelli del Foro di Bologna

Giudice di Pace di Bologna, sentenza del 7 luglio 2017, n. 2.616 est. avv. Poli Camagni. “In caso di sinistro automobilistico, nel giudizio instaurato per il risarcimento del danno le spese precedentemente sostenute dal danneggiato per l’ attività stragiudiziale prestata dal una società di infortunistica stradale hanno natura di danno emergente e la loro utilità, in funzione della possibilità di porle a carico del danneggiante, deve essere valutata ex ante, avuto riguardo a quello che poteva ragionevolmente presumersi essere l’ esito del futuro giudizio, e sulla base delle prove dedotte dal danneggiato, cui compete l’ onere di dimostrare di aver effettivamente sostenuto il relativo esborso.” (Cass. Civ. Ordinanza 13 marzo 2017, n. 6.422). Ove l’ esborso sia carente di prova documentale (fattura) il Giudice, apprezzato ogni altro elemento fornito al fine di dimostrare l’ effettività dell’ opera prestata in sede stragiudiziale, procede con una quantificazione equitativa. Scarica la sentenza: Poli Camagni

Sezione Unite: da valutarsi ex ante l’ Utilità delle Spese di Assistenza Stragiudiziale

Cass. Civ. Sez. Unite 10 luglio 2017, n. 16.990 “Ritengono queste Sezioni Unite di dover ribadire, in continuità con giurisprudenza delle sezioni semplici (Cass. n. 997 del 2010) anche recentissima (Cass. n. 6422 del 2017) che il rimborso delle spese di assistenza stragiudiziale ha natura di danno emergente, consistente nel costo sostenuto per l’ attività svolta da un legale in detta fase precontenziosa. L’ utilità di tale esborso, ai fini della possibilità di porlo a carico del danneggiante, deve essere valutata ex ante, cioè in vista di quello che poteva ragionevolmente presumersi essere l’ esito del futuro giudizio. Da ciò consegue il rilievo che l’ attività stragiudiziale, anche se svolta da un avvocato, è comunque qualcosa di intrinsecamente diverso rispetto alle spese processuali vere e proprie. Ne deriva che, se la liquidazione deve avvenire necessariamente secondo le tariffe forensi, essa resta soggetta ai normali oneri della domanda, allegazione e prova secondo l’ ordinaria scansione processuale, al pari della altre voci di danno emergente. Il che comporta che la corrispondente spese sostenuta non è configurabile come danno emergente e non può, pertanto, essere riversata sul danneggiante quando sia, ad esempio, superflua ai fini di una più pronta definizione del contenzioso, non avendo avuto in concreto utilità per evitare il giudizio o per assicurare una tutela più rapida risolvendo problemi tecnici di qualche complessità (Cass. n. 9548 del 2005). Ne deriva che non è corretta l’ affermazione di taluna giurisprudenza (Cass. n. 14594 del 2005) secondo cui le spese legali dovute dal danneggiato / cliente al proprio avvocato in relazione ad attività stragiudiziale seguita da attività giudiziale possono formare oggetto di liquidazione con nota di cui all’ art. 75 disp. att. c.p.c., dovendo invece formare oggetto della domanda di risarcimento del danno emergente nei confronti dell’ altra parte con le preclusioni processuali ordinarie nei confronti di nuove domande.” Scarica la sentenza: Cass. civ., Sez. Un., sent., 10 luglio 2017, n. 16990

Tribunale di Bologna: risarcibili Danno Morale ed Assistenza Stragiudiziale

Tribunale di Bologna, sentenza 4 aprile 2017 n. 6.444, est. dott. Alessandra Arceri. Questa importante sentenza riafferma tre principi consolidati. In primo luogo la risarcibilità del danno morale: “la sofferenza” afferma il Giudice “può costituire base per la liquidazione del danno morale, in quanto effettivamente, secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con sentenza 235 del 6 ottobre 2014, la sofferenza soggettiva che la vittima di lesioni risente in modo istantaneo (…) è suscettibile di ristoro anche in presenza di danni fisici in ingenti, entro una forbice che il giudice delle leggi ha stabilito equo attribuire in via equitativa, o in alternativa, secondo i parametri di cui all’ art. 139, terzo comma, C.d.A.”: nella fattispecie il Giudice liquida il 50% di danno morale in considerazione dell’ “intensa sofferenza patita dalla vittima”. In secondo luogo vanno risarcite le spese sostenute dal danneggiato per l’ assistenza legale stragiudiziale (sulla scorta delle pronunce Cass. Civ. 997/10 e 11.154/15). Infine la compensazione in punto alle spese di causa non è giustificata dall’ accertamento della debenza solo di una parte del petitum, non valendo questa circostanza a vanificare la vittoria sostanziale della parte attrice richiedente. Scarica la sentenza: Arceri

 

 

Accertamento Strumentale e Giudice di Pace: facciamo il Punto

E’ passato ormai un anno dalla virata giurisprudenziale della terza sezione del Tribunale di Bologna (presentata e precisata dalla dott.ssa Alessandra Arceri lo scorso 11 marzo). Un periodo di tempo sufficiente a consentire ai Giudici di Pace (statisticamente più interessati dalla problematica) di fare i conti con le problematiche sollevate dal Tribunale, fornendo la propria interpretazione della norma. Volendo quindi trarre un bilancio possiamo dire che ad un primo momento di smarrimento, che ha lasciato troppo spazio alle tesi assicurative, secondo cui “i danni non si pagano più”, è subentrata una fase più matura, in cui i Giudici hanno ritenuto opportuno valorizzare al massimo gli accertamenti strumentali esistenti e possibili in relazione a danni che da sempre si rilevano principalmente sulla base del dato clinico. Possiamo quindi dire che lo stato dell’ arte è il seguente: mentre le menomazioni rilevate sulla base delle semplice narrazione soggettiva del danneggiato non possono essere ristorate con il risarcimento di un danno permanente, quelle supportate dal dato clinico al momento della consulenza d’ ufficio (a mente di Cass. Civ. 18.773/16) ed (eventualmente…) confermate dalle risultanze di un accertamento strumentale effettuato nell’ immediato devono essere rimborsate. Come evidenziato dalla rassegna che segue questo indirizzo è ormai fatto proprio dalla giurisprudenza quasi unanime dell’ ufficio.

Abbiamo già pubblicato su questo sito le pronunce della dott.ssa Riverso, dell’ avv. Parenti, dell’ avv. Pederzoli, dell’ avv. Poli Camagni, dell’ avv. Azzaroli. Segnaliamo ora recenti sentenze dell’ Avv. Niutta (gentilmente inviata dal collega Alessandro Soffritti),

Giudice di Pace di Bologna, sentenza 20 dicembre 2016 n. 1.238/17, est. Avv. Niutta: il comma 3 quater dell’ art. 32, così come il precedente comma 3 ter, sono da leggere in correlazione alla necessità predicata dagli articoli 138 e 139 C.d.A., che il danno biologico sia suscettibile di accertamento medico legale, esplicando entrambe le norme, senza differenze sostanziali fra loro, i criteri scientifici di accertamento e valutazione del danno biologico tipici della medicina legale (ossia il visivo-clinico-strumentale, non gerarchicamente ordinati fra loro né unitariamente intesi). Il danno biologico da invalidità permanente, pertanto, può essere validamente accertato e riconosciuto anche mediante accertamento medico legale. circostanza che rende non necessario ogni ulteriore esame strumentale. Scarica la sentenza: Niutta 01

Giudice di Pace di Bologna, sentenza 19 aprile 2017, n. 1388 est. dott. Francesco Fiore: L’ esistenza di referti strumentali compatibili con l’ accertamento clinico è sufficiente (come da sentenza Tribunale di Bologna, 20.788/16 est. Iovino) per ritenere soddisfatto il requisito posto dalla legge “nonostante il contrario avviso del CTU”. In particolare “l’ accertamento radiologico eseguito in Pronto Soccorso, nell’ ottica del più probabile che non, con riferimento al referto “appiattimento della lordosi cervicale” costituisce segno indiretto della lesione” valutata in perizia. Il danno va quindi quantificato con liquidazione dellaPoli Camagni 01 invalidità permanente riconosciuta. Scarica la sentenza: Fiore 04

Giudice di Pace di Bologna, sentenza 3 maggio 2017, est. Avv. Federica Poli Camagni: L’ espressione visivo-clinico-strumentale non è altro che un’ ellissi per esprimere il concetto di “accertamento medico legale” come si evince chiaramente dalla Giurisprudenza di Legittimità (Cass. Civ. 26 settembre 2016, n. 18.773). Ove l’ analisi medico legale riscontri positivamente la lesione denunciata, l’ accertamento della lesione del bene salute non è presunto sulla base di una mera sintomatologia soggettiva, ma è verificato obiettivamente in contraddittorio tra tutte le parti ed i loro consulenti. Scarica la sentenza:

Giudice di Pace di Bologna, sentenza 21 settembre 2016, n. 755/17, est. Avv. Ferdinando Adrianelli. Ove il danno sia accertato in sede clinica non solo merita in ristoro pieno (anche in termini di invalidità permanente) ma la resistenza della compagnia è contegno tale da richiedere la condanna ex art. 96 c.p.c., terzo comma. Scarica la sentenza: Adrianelli 03

Riteniamo in conclusione riassuntiva dell’ orientamento complessivo sopra descritto e in qualche modo “manifesto” dello stesso (data la ricchezza e la persuasività delle argomentazioni addotte la seguente pronuncia), la seguente (gentilmente inviata dal collega Giorgio Bacchelli):

Giudice di Pace di Bologna, sentenza 3 novembre 2016, n. 1.103/17 est. Avv. Trincanato L’ accertamento strumentale essendo sempre “operatore dipendente” è accertamento a sua volta mediato dalle competenze cliniche. Con riferimento ai commi 3 ter e 3 quater art. 32 L. 27/12 deve optarsi per una lettura congiunta: ci sono menomazioni accertabili clinicamente, altre strumentalmente. Dichiarare risarcibili solo le seconde crea un vuoto di tutela anticostituzionale. Le pronunce della Corte Costituzionale deve essere letta unitamente a quelle (di tenore opposto) della Cassazione e della Corte di Giustizia Europea, che in questo caso prevalgono. Del resto esigenze di risparmi di spesa sconsigliano di esigere dal danneggiato l’ esecuzione di accertamenti ulteriori ed onerosi effettuati a soli fini difensivi. Il danno morale deve essere liquidato nei limiti di cui alla disposizione del comma 3 dell’ art. 139 C.d.A.. Le spese sostenute per l’ assistenza stragiudiziale sono spese legali extraprocessuali, collegate alla responsabilità gravante sulla parte, che negando all’ altra un diritto al risarcimento, costringe la controparte a valersi dell’ assistenza di un avvocato in sede stragiudiziale. Scarica la sentenza: Trincanato 03

 

Concorso di colpa per velocità ed Onorari Stragiudiziali

Tribunale di Bologna, sentenza 6 marzo 2017 n. 3.153 est. dott.ssa Arceri. Ogni utente della strada, obbligatoriamente in caso di strade che, pur avendo diritto di precedenza sono fiancheggiate da incroci, intersezioni, passi carrabili o simili, deve calibrare la propria velocità in modo da poter garantire il tempestivo arresto del veicolo in caso di improvviso ostacolo anche se, in ipotesi, il veicolo che pone ostacolo sia a sua volta responsabile di infrazione. Il mancato rispetto di tale cautela deve essere sanzionato con concorso di colpa nel caso quantificato nel 50%.

Nel conteggio del risarcimento devono essere riconosciute anche le spese sostenute per l’assistenza stragiudiziale prestata da un patrocinatore stragiudiziale, per quanto non abbia consentito di pervenire a transazione. Scarica la sentenza: Arceri 02